VOLO   DELL'ERITREA   (Festival-Italia-Roma 14-15-16 ottobre 2011, pagina foto festival roma 1)
Dopo 30 anni di guerra per l'indipendenza solitaria e 20 anni di ricostruzione, Eritrea trasmette un messaggio chiaro e forte al mondo "che l'Africa non è un continente ne povero, ne che ha bisogno di aiuto, ne un paese marginalizzato di secondo piano che si vuole far passare. L'Africa ha una capacita, possibilita e opportunita di farcela da sola, come lo dimostra l'Eritrea che sta raggiungendo anticipatamente lo sviluppo del millennio 2015 imposto dalle Nazioni Unite. Raggiungendo autosufficenza alimentare, istruzione gratuita in tutte le localita del paese, promuovendo parita di sessi, costruendo ospedali e centri cliniche che soddisfi tutta la popolazione, riducendo cosi drasticamente mortalita infantile e migliorando notevolmente la salute materna. Combattendo HIV (aidis) e la malaria. Garantendo la sostenibilita ambientale, aumentando ... (continua sotto)
Ritratti   digitali   di   Samy   Chierichini
Sviluppo e dignita di africani per Africa

14-10-2011   cerimonia   di apertura   del   festival
eritreo   d'Italia

Al   banco   di   dolci,  torte,   pasticcini   e   altri
assaggi   salati   della   cerimonia

In   un   momento   della   pausa   dopo   la   cerimonia
di   apertura   14-10-2011

Allo   stand   riservato   a   eritree   residenti   a   Bologna

Un   trio   di   donne   a   riposo   dopo   la   celebrazione
di   apertura   del   festival

Un   volto   sereno   di   una   signora   eritrea

Un   felicita   composta   di   un   volto   bello   eritreo

Simpatiche   signore   eritree   mentre   dialogano

Stand   dedicato   a   eritrei   di   Roma   per   vendita
di   artigianato   eritreo

Inizio   sfilati   dei   cantanti   della   Banda   Biddho
in   tour   a   Roma

I   tre   cantanti   Aklilu   Mebrahtu,  Robel   Haile
e   Robel   Michael

Il   cantante   e   suonatore   di   krar   Seid   Berhanu

In   ballo   in   fular   tradizionale   di   etnie   saho
e   tigre   di   Eritrea

Il   giro   di   danza   delle   piacevoli   signore   eritree

Inizio   di   esultanza   di   un   appagante   concerto
dal   vivo

Piacevole   istante   del   ballo   guaila

Un   volto   in   estasi   di   una   signora   eritrea

Una   circostanza   di   tripudio   del   concerto   Biddho
a   Roma

Foto della cerimonia di apertura del festival il 14-10-2011

Immagine del festoso ricevimento del festival di Roma

Gioia e soddisfazione di un popolo resiliente dopo anni di sacrificio e duro lavoro

Ritratto di un atteggiamento autentico di due donne

Foto di 4 signore eritree residenti a Bologna

Immagine di un pretto aspetto femminile eritreo

Foto del volto e colore di donna eritrea

Immagine del volto sincero e sorridente di donna eritrea

Ritratto di un colloquio di donne eritree

Immagine di artigianato in terra cotta eritrea in un stand

Foto del debutto della banda Biddho in tour a Roma

Immagine del trio canoro del banda Biddho

Foto del gruppo Biddho chitarrista, sassofonista, bassista, pianista e cantante

Immagine di donne entusiaste in ballo eritreo

Foto di donne festose mentre si divertono

Immagine di approvazione e applauso del concerto di Roma

Foto di una autentica espressione di gioia

Immagine di letizia genuina di una signora eritrea

Foto di un grintoso consenso del concerto di Roma

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accessibilita di acqua potabile a tutte le campagne e citta, con costruzione di dighe in ogni regione e sviluppando agricoltura moderna parallelamente a quella artigianale con utilizzo di buoi per arare la terra. Deviazione dei fiumi stagionale,canalizzazione e costruzione delle dighe con mobilitazione della popolazione partecipando alla costruzione. La costruzione di dighe in Eritrea non è una storia attuale come lo testimonia la diga di Safira, nei pressi del sito storico di Qohayto che si presume abbia più di 2500 anni, che serve gli abitanti locali come principale fonte di acqua. La diga di Safira è una delle più grandi opere di costruzione ingegneristica insieme con resti archeologici di Qohayto, Karibosa, Subiraso, Masagolesula, Tokonda, Matara, Hishmele e Igila, che risultano in lista per la dichiarazione di "Patrimonio Mondiale dell'Umanita" da Unesco. Con collaborazione di varie onlus particolarmente con Regione Marche, Eritrea ha sviluppato il settore ittico, valorizzando la pesca artigianale già presente. (continua alla pagina del festival di Roma 2)